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mercoledì 29 luglio 2009

BELLUNO: infetta il partner gay e poi patteggia

Da Il Gazzettino. Ha patteggiato 2 anni e 1400 euro di multa per aver infettato con il virus dell'Aids l’ex fidanzato. Si è dichiarato anche disponibile a risarcire il giovane, nonostante lui stesso si trovi in una situazione di indigenza dovuta prevalentemente alla malattia. Si è chiusa così la vicenda penale del 34enne cosentino accusato di lesioni aggravate nei confronti di un ventenne bellunese con il quale ebbe una relazione sentimentale. Proprio per amore avrebbe taciuto la sua malattia, nel timore di poter essere lasciato. Ora spetterà alla vittima del contagio decidere se procedere in sede civile per ottenere un eventuale risarcimento. Caso forse unico in Italia, l’imputato, denunciato dall’ex fidanzato dopo aver scoperto di essere stato contagiato, era finito anche agli arresti domiciliari. I magistrati bellunesi, infatti, avevano ritenuto sussistere il pericolo di reiterazione del reato, chiudendolo in casa. Con il patteggiamento, avvenuto nei giorni scorsi in tribunale a Belluno, l’uomo è tornato libero. [...] Il rito alternativo, chiesto dai difensori e accettato dal pubblico ministero, è stata la via più breve e indolore per chiudere un caso davvero singolare, che mai era approdato in un’aula di giustizia bellunese. Importante e difficile da trattare, le parti, alla fine, hanno deciso di scegliere un’applicazione di pena che eviterà la tortura di un processo su un tema così delicato.
La storia prese le mosse nel 2007. L’imputato sapeva di essere portatore del virus, ma per paura di perdere il compagno si tenne il segreto, trasmettendogli la malattia. La vittima lo scoprì attraverso un blog nel quale l’ex compagno riferiva della sua malattia. Partì da qui il suo calvario, conclusosi con la certezza di aver contratto il virus e con una querela contro l’ex partner. La magistratura bellunese ritenne di spiccare un ordine di custodia cautelare nei confronti dell’uomo, ordine che venne eseguito a Cosenza, temendo che potesse mettere in atto dolosamente altri contagi. Il suo torto era stato quello di aver taciuto, impedendo al partner di prendere le dovute precauzioni al fine di tutelarsi. Da qui l’ipotesi che potesse rifarlo, infettando altre persone. Ma ora, scontata la sua pena, l’uomo è nuovamente libero. Il virus Hiv non si può certo fermare con una misura cautelare. All’epoca il trentaquattrenne, era salito a Belluno da Cosenza per lavoro. Qui conobbe il giovane, anche lui operaio, con il quale stabilì una relazione sentimentale. Come tante altre storie d’amore, anche questa finì. Poi la verità. E in questi giorni il patteggiamento a 2 anni e 1400 euro di multa, pena che si perde nel mare di una malattia che non perdona.

venerdì 10 luglio 2009

BELLUNO: violenza in carcere su un trans

Da Il Gazzettino. La magistratura indaga su un episodio denunciato da un trans detenuto a Baldenich, il carcere di Belluno. Il fatto si sarebbe verificato nei giorni scorsi. Secondo quanto denunciato dal transessuale, una guardia carceraria lo avrebbe costretto a un rapporto orale, abusando così della propria posizione di forza nei confronti del detenuto. A rafforzare la sua denuncia, il trans avrebbe consegnato un sacchettino dove aveva riversato il liquido seminale conseguente all’atto sessuale. [...] Il magistrato di turno, il sostituto Martina Gasparini, che preferisce non commentare la notizia, avrebbe dunque aperto un’indagine per verificare l’attendibilità della denuncia. [...] I detenuti transessuali occupano un’ala apposita nella casa circondariale di Baldenich, ristrutturata da poco in seguito alle disposizioni del decreto presidenziale di Carlo Azeglio Ciampi emanato dopo le rivolte carcerarie del 2000. In virtù delle cure ormonali cui vengono sottoposti per sviluppare e mantenere caratteristiche fisiche femminili hanno spesso reazioni particolari e vengono considerati detenuti a rischio. Per quanto riguarda comunque l’episodio denunciato l’altro giorno, secondo il detenuto non sarebbe stata la prima volta che quella guardia avrebbe approfittato del suo ruolo per costringere gli ospiti dell’ala trans a rapporti sessuali. Stavolta, con la consegna del liquido seminale la denuncia potrebbe essere suffragata da una prova importante. [...] Il caso è delicatissimo e, se l’accusa lanciata dal detenuto si rivelasse fondata, ciò potrebbe avere effetti molto pesanti sulla struttura carceraria, la cui ala destinata ad accogliere i trans è considerata un vero fiore all’occhiello dell’edilizia carceraria nazionale.

domenica 12 aprile 2009

TREVISO, BELLUNO: si parla di Queerquilia

QUEERZINE parla di noi! In questo numero il webzine gayo contiene un articolo su Queerquilia, il nuovo circolo Arcilesbica Arcigay delle Province di Treviso e Belluno. Andate a leggerlo tutto tuttissimimiinininmo! :-) A proposito: Gay Feltrino e' il nome del nostro gruppo, Sebastian è il nostro blog. C'e' ancora chi fa un po' di confusione, vedrete nell'articolo :-P Ma poco importa, benvenuta nuova Queerquilia! A proposito? Ci venite il 17 aprile alla nostra festa? Daaaai al Circolo Hilal di Treviso! Tutte le info le potete trovare QUI, mandate una mail a questo indirizzo e dite che ci sarete, forza muovete le vostre chiappe glitterate!

sabato 7 marzo 2009

BELLUNO: passeggiata al chiaro di luna

Da Conegliano, MERCOLEDI 11 MARZO (LUNA PIENA) Spedizione sul Nevegal: passeggiata al chiarore di luna.
- Ritrovo ore 18:30 presso sede di Conegliano a Campolongo Via Settembrini, 135, partenza e arrivo al parcheggio del ristoro "LA CASERA" sul Nevegal (BL).
- Passeggiata a piedi fino al Rifugio Angelo Bristot e ritorno
- Rientro con tappa in pizzeria per la cena intorno alle 21:30
Consigliato abbigliamento invernale da neve, scarponi da trekking. Ciaspe e racchette da neve facoltative.
Info sms 347.9023.882 [Per chi si aggiunge dal bellunese mi permetto di consigliare al parcheggio del Nevegal alle 19, e fatevi notare dal gruppo, nda].

venerdì 6 marzo 2009

TREVISO: questa sera al QQ

Questa sera vi segnaliamo l'appuntamento al Queerquilia di Treviso in via Pisa 13/b, ai piedi del grattacielo, dalle 21.30. Si discutera' di un'importante novità che riguarda Queerquilia e il Gruppo Gay Feltrino :-) Non siete curiosi? Dai fate un salto, si parlerà anche della prossima festa.... a fine aprile!

domenica 1 febbraio 2009

BELLUNO: l'infedeltà lesbica è più grave?

Niente assegno di mantenimento a una moglie che tradiva il marito intrattenendo "relazioni amorose" con una coppia di coniugi (quindi sia con lui sia con lei). Lo ha deciso la Cassazione. Senza successo Raffaella ha chiesto alla Suprema Corte il ripristino dell'assegno di mantenimento che le era stato invece concesso dai giudici di primo grado. Questi avevano addebitato la fine del matrimonio a suo marito: l'uomo, infatti, era stato giudicato "colpevole" per aver picchiato Raffaella dopo averne scoperto la doppia infedeltà. In appello, però, i giudici stabilirono che anche Raffaella era colpevole per il suo menage adulterino che comprendeva "rapporti sentimentali extraconiugali anche "inusuali" con altra donna". Adesso la Suprema Corte, con la sentenza 1734, ha convalidato l'addebito anche per Raffaella, il cui ricorso per riavere il diritto all'assegno di mantenimento è stato rigettato. Da Gazzettino.it.

venerdì 30 gennaio 2009

BELLUNO: bullismo su 13enne

Da "Il Gazzettino". Torna il bullismo a scuola, stavolta fori dalle aule ma sempre fra studenti. La vittima è un ragazzo di tredici anni, già oggetto di ripetute offese da parte dei compagni e che si è visto costretto a cambiare scuola. Questa volta i genitori hanno sporto querela. Una decina di giorni fa è andato a Feltre per una manifestazione sportiva di basket. Durante il tragitto in pullman, dove ha ritrovato i vecchi compagni e sul quale viaggiava un insegnante, è stato oggetto di cori razzisti e offensivi, proprio come in passato, quando venne definito «terrone» e «omosessuale» e quando i suoi libri venivano presi e fatti volare in aria. La situazione è peggiorata negli spogliatoi della palestra di Feltre. Qualcuno ha preso il suo zaino e lo ha messo sotto l’acqua delle docce. Più tardi, per completare l’opera, anche la tuta e le scarpe hanno fatto la stessa fine, cosicché il ragazzo è stato costretto a tornare in pantaloncini e maglietta. Aspettando di risalire sul pullman è stato bersagliato da palle di neve. Non ha potuto nemmeno chiamare subito i genitori, perché il telefono cellulare nello zaino era ormai inservibile. I genitori sanno che questi «pochi ragazzi non sono certo rappresentativi delle genti cadorine», ma ritengono troppo grave l’accaduto per lasciarlo senza responsabili.