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giovedì 27 agosto 2009

VENEZIA: al Festival anche L'Amore e basta

ANSA. Mentre i recenti fatti di cronaca parlano di un crescente odio verso il mondo dei gay al prossimo Festival di Venezia (2-12 settembre) si celebra il loro amore in un bel documentario delle Giornate degli Autori dal titolo: L'amore e basta. A firma di Stefano Consiglio e prodotto dalla Lucky Red, che lo distribuirà in Italia dal 4 settembre, il documentario mantiene esattamente quanto promette il titolo. Attraverso le interviste di nove coppie gay e lesbiche in tutta Europa ci si avvicina a un mondo per molti sconosciuto fatto di sentimenti tanto più autentici e veri in quanto nati, e da vivere, tra mille difficoltà, non ultima l'insofferenza della gente. Il film è introdotto da Luca Zingaretti che legge un testo di Aldo Nove, mentre le varie interviste hanno come collante piccoli film di animazione di Ursula Ferrara. Alcune storie? Alessandro e Marco, due studenti universitari di Catania che vorrebbero poter adottare un figlio, una coppia francese lesbica composta da Nathalie e Valerie e dalla piccola Sasha, Gino e Massimo, due uomini non più giovanissimi che parlano del loro amore e del finto matrimonio a Palermo, una coppia lesbo spagnola con tre figli a carico. [...] TRAILER!
"Non è un film politico - spiega il regista Stefano Consiglio - ma casomai un film sull'amore. L'idea è nata quando stavo girando un documentario sui bambini che parlando di omosessualità avevano dato risposte semplici e bellissime come è stato per una bambina che ha detto: 'Se loro so vogliono bene ...e' certo che quello che vogliono fare lo fanno. Cioé se si vogliono bene si fa di tutto per uno che si vuole bené".

martedì 11 agosto 2009

PADOVA: anche teatro al Pride Village

Un mercoledì dedicato al teatro divertente e all'amara ironia al Padova Pride Village. Domani sera, merc 12 agosto arriva “Sotto il convento... niente!”, una commedia scritta da Flavio Mazzini e diretta da Marco Medelin. Protagonisti sono una coppia di uomini innamorati, un governo che promette leggi sulle unioni civili tra i gay, un Paese coi suoi problemi ma tutto sommato felice. E poi, in un attimo, esplode tutto! Sono passati appena due anni e l’amore ha lasciato il posto all’indifferenza e al rancore, il nuovo governo ignora completamente la causa gay e il Paese è sull’orlo della catastrofe. Vi ricorda nulla? L'ingresso alla serata del Padova Pride Village, come ogni mercoledì, è gratuito dalle 20 alle 21 e costa 5 euro dopo le 2.

sabato 8 agosto 2009

SONDAGGIO DEMOS: un terzo del Nordest è favorevole alle coppie gaie

Da L'Espresso. Due gay fanno una famiglia? Nel Nordest, uno su quattro dice di sì, ma la percentuale sale se si analizzano solo i dati del Trentino. Lo rivela un sondaggio della Demos, effettuato nell'ambito dell'Osservatorio sul Nordest. Al matrimonio tra gay risulta essere favorevole il 33% del campione trentino (uno su tre, dunque) rispetto al 31,3% registrato nel Nordest. Il sondaggio è stato realizzato su un campione rappresentativo della popolazione per un totale di 1005 persone sopra i 15 anni. Al secondo quesito, ovvero se una coppia di conviventi omosessuali debba o meno essere considerata una famiglia, la risposta è affermativa per il 26,9% dei trentini, contro il 23,5% del Veneto e il 22,9% del Friuli.
«Il mosaico delle tre società del Nordest - spiega Enzo Pace - ci mostra un disegno relativamente sgranato per quanto riguarda l'idea stessa di famiglia, di matrimonio e del riconoscimento delle coppie omosessuali. Se la maggioranza (54,3%) degli abitanti del Nordest, infatti, ritiene importante sposarsi per costituire una famiglia, il restante (44,4%) - e non è poco - pensa che sia sufficiente convivere. Su questo fronte, in ogni caso, colpisce il venir meno della sacralità del vincolo. Solo due su 10 infatti, credono ancora nel matrimonio religioso. Per una parte non piccola dei nostri concittadini, perciò, un legame leggero è preferibile ad un vincolo stabile o perenne. E' su questo sfondo di valori in movimento che va visto l'aumento dei favorevoli al matrimonio fra persone dello stesso sesso: ormai, siamo ad un terzo della popolazione del Nordest che la pensa così, con una variazione rispetto al 2006 di quasi 5 punti percentuali. Incremento significativo, se consideriamo che in questo partito dei favorevoli troviamo soprattutto le nuove generazioni, che mostrano di essere più aperte nei confronti della questione del matrimonio gay. [...]

mercoledì 5 agosto 2009

TRENTO: altra apertura alle coppie di fatto

Da Il Giornale del 5 agosto 2009. Dopo il tribunale di Venezia anche quello di Trento va all'attacco. [...] Due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l’altra da due uomini, si erano viste negare dal Comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali. Proprio per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo, ma l’avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d’Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Dopo il tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all’istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. "Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano", commenta Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti, spiegando che sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito alla battaglia. Nell’ordinanza della Corte d’Appello di Trento: [...] "Non vi è dubbio infatti che rispetto all’epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si è verificata un’inarrestabile trasformazione della società e dei costumi che ha portato al superamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono di essere tutelate e disciplinate". [...]

martedì 28 luglio 2009

UDINE: Franceschini sulle coppie di fatto

Da Messaggero Veneto del 28 luglio 2009.
Sostiene la necessità di un riconoscimento giuridico per le coppie di fatto, al di là di qualunque orientamento sessuale. Spiega perchè un Pd maturo non può avere paura della fase congressuale. E punta a valorizzare i circoli. È la sintesi del Dario Franceschini-pensiero, il segretario nazionale democratico arrivato ieri a Udine per sostenere la sua mozione e, insieme, la candidatura di Debora Serracchiani alla leadership regionale. [...] Dal Friuli rilancia, incalzato dalla specifica domanda dell’assessore comunale Enrico Pizza, la questione Dico. «C’è bisogno che le coppie di fatto, di qualunque orientamento sessuale esse siano, abbiano dei diritti e trovino riconoscimento giuridico. Una proposta di legge c’è già. Da quella bisogna ripartire dopo il congresso, correggendola o modificandola se necessario».
Ma nel discorso del segretario uscente trovano spazio molti altri temi. Dalla centralità dei circoli alla modernizzazione della politica italiana per il dopo-Berlusconi, dalle ronde all’esclusione di Beppe Grillo, dal doppio incarico al “tradimento” del governo verso i terremotati dell’Aquila e del Mezzogiorno. E ancora. Le alleanze del Pd e l’esempio delle primarie americane. [...]
Se qualche altro esponente politico del Triveneto dovesse intervenire su argomenti del mondo GLBTQ inviateci a sebastian.triveneto@gmail.com articoli e link, saremo lieti di avere opinioni e pareri di diversi orientamenti :-) 

mercoledì 20 maggio 2009

TREVISO: incontro sulle coppie di fatto

Venerdì 22 Maggio, alle 21:30, nella sede trevigiana del Queerquilia, in via Pisa 13b: dibattito con il prof. Francesco Bilotta, fondatore di Rete Lenford (avvocatura per i diritti delle persone lgbt) e relatore del ricorso con cui il Tribunale di Venezia ha chiesto il pronunciamento di legittimità presso la Corte Costituzionale del matrimonio gay. La discussione sarà arricchita da contributi dal suo ultimo libro: «Le unioni tra persone dello stesso sesso - profili di diritto civile, comunitario e comparato».
L'antefatto: il tribunale di Venezia, a cui si era rivolta una coppia gay che si era vista negare dal comune le pubblicazioni matrimoniali, ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale, chiedendole di dichiarare l'illegittimità di alcuni articoli del codice civile che, in violazione della la Costituzione, ostacolerebbero il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ritenuto legittimo sotto il profilo costituzionale. Grillini:"Quale che sarà la decisione della Corte costituzionale, che speriamo dia piena attuazione al dettato costituzionale, si tratta già di una grande e storica vittoria". TGCOM

sabato 28 marzo 2009

BOLZANO: Mons. Golser fa discutere

Da AdnKronos. Viene dal nuovo vescovo di Bolzano e Bressanone un’apertura alla tutela per le coppie omosessuali. Con un limite: non siano equiparate al matrimonio. E’ quanto afferma mons. Karl Golser, in un’intervista al mensile paolino Jesus. Mons. Golser, che e’ autorevole teologo e anche presidente dei ”moralisti italiani”, spiega in questo modo la differenza fra la coppia uomo-donna e l’unione di persone dello stesso sesso: "L’amore ha diverse forme. Il problema e’ se questo amore debba trovare un’espressione sessuale. C’e’ differenza tra l’unione maschio-femmina, da cui nascono dei figli, e il rapporto tra persone di uno stesso sesso”.”Le quali - aggiunge - avranno sicuramente bisogno di una qualche tutela giuridica, che pero’ non puo’ essere definita matrimonio. Penso a un tipo di tutela individuale riguardo l’eredita’, la visita ai malati, la casa. Quando si tratta quest’argomento si rischia di fare subito un discorso ideologico, da una parte e dall’altra, ma un ‘no’ su tutti i fronti non penso sia sempre utile. Alcune cose devono crescere in maniera piu’ organica”. E in merito a un’impostazione piu’ generale del problema, con riferimento alla ‘legge naturale’ proposta dalla Chiesa, il vescovo afferma: ”Per ‘legge naturale’ intendiamo la natura dell’uomo e non quella fuori da lui, non la biologia, la medicina o l’evoluzione. [...]

mercoledì 25 marzo 2009

TREVISO: registro coppie di fatto?

Dalla Tribuna di TV. Un registro comunale per le coppie di fatto, come a Padova, anche a Treviso. Lo ha proposto, con un ordine del giorno, la consigliera comunale del Pd Antonella Tocchetto [...] «l’unione di fatto non necessariamente deve interessare la sfera individuale sessuale, ma semplicemente va cosi intesa anche la stabile convivenza tra due persone, ad esempio anziane, amici, amiche che decidono di vivere assieme pagari per ragioni economiche, senza essere necessariamente legati ad un rapporto amoroso. L’intento di questo Ordine del giorno non è quello di andare in contrasto con la famiglia così come riconosciuta e garantita dall'articolo 29 della Costituzione, ma solamente di iniziare un percorso di riconoscimento anagrafico di altre forme di convivenza presenti nella nostra città». [...] Quale sarebbe il vantaggio pratico di questo registro delle unioni di fatto? «Intanto - dice Tocchetto - sarebbe un modo per fotografate in maniera veritiera l’attuale situazione della realtà trevigiana. Poi ci sono tutti i vantaggi, burocratici ma anche umani, dei quali si è parlato a lungo: dalla non necessità di due stati di famiglia distinti per i conviventi [...], la possibilità di avere al fianco, nella malattia e nel bisogno, una persona che ha pari titolo rispetto a un coniuge. E poi mettiamoci anche tutte le insidie legate ai mutui, ai prestiti, alle eredità...

giovedì 19 marzo 2009

PADOVA: scarso successo per i pacs

Da Il Corriere del Veneto. I pacs comunali non infiammano i padovani, in 26 mesi ne sono stati sottoscritti appena 32, di questi solo 3 da coppie omosessuali. I tempi in cui (febbraio 2007) la città del Santo pareva essere diventata la San Francisco italiana, sembrano ormai un ricordo sbiadito. Del «matrimonio» (gran cerimoniere l’allora consigliere diessino Alessandro Zan) tra Giorgio Perissinotto e Tommaso Grandis, rimane solo qualche foto conservata negli archivi dei giornali di mezza Italia. La «ventata zapaterista» che si era abbattuta su palazzo Moroni sul finire del 2006, deve ora fare i conti con il cinismo dei numeri e della politica. Numeri che snocciola con una certa soddisfazione il consigliere forzista Domenico Menorello, che all’epoca non aveva esitato a salire sulle barricate. «Dal dicembre del 2006 a oggi i certificati sottoscritti sono stati 32, poco più di 1,2 al mese. Se rapportati al numero dei nuclei familiari presenti in città, si arriva a quota 0,00037 per cento», calcola compiaciuto il consigliere azzurro. «La cosa incredibile — dice ancora Menorello — è che su 32 solamente 3 sono stati richiesti da coppie omosessuali, in pratica lo 0,000003% di tutte le famiglie padovane». In larga parte a sottoscrivere i pacs alla padovana sono coppie ultraquarantenni. «Davanti a questi numeri viene da chiedersi che senso abbia un provvedimento di questo tipo. Se a giugno in Comune dovesse vincere il centrodestra, chiederò di revocare la delibera», conclude. Non la pensa affatto così Zan: «Se Menorello e la destra clericale e omofoba pensano di eliminare dei diritti acquisiti si sbagliano di grosso. Noi ci batteremo in tutti i modi perché questo non accada e chiederemo al sindaco Flavio Zanonato di diventare nostro garante».