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venerdì 1 maggio 2009

Quando ogni buco...

Da CronacaQuì. Su dettagliata segnalazione dell’Aidda (Associazione italiana difesa animali ed ambiente), quattro persone sono state denunciate per per diffusione di materiale pornografico. Nello specifico, i quattro uomini avevano pubblicato alcuni annunci sul sito Internet “Bakeka” nel quale si proponevano e cercavano partner per consumare rapporti sessuali con animali. A finire nei guai, due milanesi, un cuneese e un torinese di venticinque anni. Quest’ultimo, in modo particolare, si presentava sul web e chiedeva esplicitamente incontri con “cane o cavallo per esperienze animalsex”. L’uomo accompagnava l’annuncio con una foto esplicita di un incontro sessuale tra un essere umano ed un cane. [...] Il secondo piemontese preso con le “mani nel sacco” è un ragazzo residente nella provincia di Cuneo che aveva messo in rete il proprio numero di telefono e, nel titolo dell’inserzione, la dicitura: “uomini, donne o coppie con cani e cavalli per incontri sessuali”. Questo genere di perversione, per chi indaga, non è una novità assoluta e spesso sfocia in atti penalmente rilevanti. Solo qualche mese fa furono denunciate sette prostitute che attraverso la rete offrivano prestazioni sessuali a pagamento con animali.
Infine, nello scorso mese di marzo, l’Aidda aveva individuato e denunciato un quarantenne pervertito che, attraverso un sito Internet pubblico, cercava incontri sessuali con animali di piccola taglia. Grazie a Notiziegay.com

martedì 24 marzo 2009

Che Guevara: scomode verità

From Pupazzi. Nel 2004 Bernal interpretò il Comandante Guevara ne “I Diari della motocicletta" [...] Quel film coglieva un momento esaltante della vita del “Che”, che assumeva tratti eroici addirittura quasi cristiani. C’è dell’altro, però, nella rocambolesca storia di Ernesto Guevara [...] E’ una storia che in pochi raccontano e che le stesse associazioni omosessuali solo a tratti hanno avuto voglia di sottolineare, perché stona con una certa idea di sinistra militante amica che, ahimè, nella storia si è spesso scontrata con una realtà di oppressione altrettanto atroce di quella esercitata dalle dittature di destra. Con il passaggio di poteri da Batista a Castro, nel 1959, Ernesto Guevara assunse un ruolo di assoluto primo piano nel regime e venne nominato provvisoriamente Procuratore Militare con il compito di reprimere gli oppositori della rivoluzione. Nelle maglie dei Tribunali finiscono per sua espressa volontà molti religiosi, tra cui lo stesso Arcivescovo de L’Avana, e moltissimi “maricones” cioè omosessuali. Guevara elabora una sorta di piano di razionalizzazione delle carceri, decidendo di specializzarne alcune nella rieducazione dei gay, tra i quali si contano innumerevoli artisti cubani. Il “Che” realizza campi di lavori forzati ed elabora personalmente i regolamenti penitenziari, che fissano le punizioni corporali per i più facinorosi: taglio dell’erba con i denti, immersione nei pozzi di raccolta dei liquami di fogna, lavori agricoli eseguiti nudi. E’ su questi regolamenti che nascono le “Unità Militari per l’Aiuto alla produzione”, dei veri e propri lager, tra cui la “Nueva Carceral de la Habana del Est”, che ospita gli omosessuali, riconosciuti anche solo tramite delazione. Secondo le descrizioni che alcuni dissidenti hanno dato di queste prigioni i detenuti erano stipati in celle di 6 metri per 5 nelle quali venivano montate 22 brandine, ciascuna occupata da due detenuti. Venne persino realizzato un campo di rieducazione per i gay tra i 12 ed i 15 anni, allontanati dalle scuole per evitare contaminazioni della nascente gioventù rivoluzionaria. Un noto poeta cubano omosessuale, Reinaldo Arenas, subì l’esperienza del carcere sotto la dittatura castrista, erede di questo sistema elaborato da Guevara, nel corso degli anni ’70. Ne racconta l’esperienza un film che ha avuto un certo successo nel 2000 “Before night falls”. [...] Perché è così difficile sentir parlare di questo disumano Ernesto Guevara? Su internet alcuni reduci raccontano dei “maricones” uccisi personalmente, con colpi di pistola alla tempia, dal grande “Che”, ma se poi si leggono le sue biografie ufficiali di tutto ciò non resta traccia. Persino Wikipedia glissa sul tema e afferma, con grande distacco, che esistono giornalisti e storici che hanno sostenuto che egli abbia avuto un ruolo nella creazione del sistema carcerario cubano e nulla aggiunge invece sulle atrocità di cui quel sistema si è reso protagonista anche contro i gay. Soltanto di recente il regime castrista, pur non avendo abolito l’articolo 303 del codice penale che proibisce le manifestazioni pubbliche dell’omosessualità, appare ammorbidito nei toni nei confronti del tema gay, ma molti ritengono si tratti di un maquillage effettuato per intenti di buona pubblicità. Di molto altro ci sono soltanto “rumors” (si parla di campi di raccolta delle persone sieropositive, realizzati negli anni’80 e ’90), che non potranno trovare conferme o smentite prima della fine della dittatura. Per il momento direi che è il caso di dimenticarsi il “Che” Bernal, e di goderselo nei film di Almodovar.

lunedì 16 marzo 2009

VENETO: notizie e curiosità

Ecco come i veneti si descrivono
in una famosa filastrocca:

  • Venesiani gran siori,
  • Padovani gran dotori,
  • Vicentini magna gati,
  • Veronesi tuti mati,
  • Trevisani pan e tripe,
  • Rovigoti baco e pipe
    (c'è anche la versione: Con Rovigo non me intrigo)
  • E Belun? Poro Belun... te si proprio de nessun